Il giro del mondo in bicicletta: dall’Italia al Giappone in bicicletta, con una sosta a Rio de Janeiro a ritirare idealmente la fiaccola delle Olimpiadi 2016 e portarla in Giappone sede delle future Olimpiadi 2020. 60000 km in 3 anni.


È questo il progetto di Gianni Tavoni, abruzzese di Teramo, con una forte, fortissima passione per la bicicletta.

L’obiettivo è riuscire a trasmettere un messaggio di speranza alle future generazioni.

Una sfida importante, quasi estrema, che merita, di diritto uno spazio su RollUp e il supporto di tutto noi.

Ma adesso gustiamoci insieme il viaggio di Gianni attraverso questa piccola intervista piena di passione.

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Ciao Gianni, da dove ci scrivi in questo momento?

Ciao! Ti scrivo da Puerto Lindo, in Panamà, lato del caribe

Dall’Italia al Giappone in bicicletta, con una sola tappa a Rio de Janeiro… Com’è nata l’idea di questo viaggio?

L’idea è nata durante il viaggio di ritorno dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016… e visto che in aereo è troppo facile, ho iniziato a progettare il viaggio via terra e in bicicletta… attraversare diversi Stati e Continenti, incontrare culture differenti, civiltà differenti, lingue differenti, il mangiare… tutto all’insegna dell’ecosostenibilità, portatore di un unico messaggio (rispetto per noi ciclisti)… unione dei popoli in segno di pace… e quale miglior modo se non con le Olimpiadi?

Qual è stato il momento più difficile di questo viaggio?

Di momenti difficili non ce ne sono stati perché è un continuo di momenti diversi tra di loro e ognuno deve essere affrontato in modo diverso. La vita di strada ti forgia, è reale, pericolosa… ma vale la pena viverla!

E il più bello?

Sono stati tutti momenti bellissimi, è difficile indicarne uno in particolare. Però non vi nascondo che la partenza è stato un momento molto sentito. Raggiungere luoghi che solo nella mente e su carta avevo programmato mi rende più forte, ed è in quel momento che apprezzo la loro bellezza e mi godo il mio momento di gloria per averli raggiunti.

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Come si svolge la tua giornata-tipo?

Sveglia ore 5, se posso faccio colazione altrimenti parto e al primo posto disponibile mi fermo a mangiare un boccone. Programmo ogni tappa la sera prima, così da avere meno problemi possibili. Durante il giorno mangio abbastanza male. Purtroppo la strada non ti offre molte possibilità però cerco di fare il massimo per mangiare al meglio. Frutta e acqua, comunque, la fanno da padrone. Solitamente mi fermo non più tardi delle 17 e cerco sempre, ove possibile, di trovare un luogo sicuro dove accamparmi con la mia tenda: vicino alla polizia, ai pompieri, alle chiese, anche nei giardini di case private. Vado a dormire presto, visto la giornata che ho trascorso in bicicletta (percorro circa 150 km al giorno) e visto soprattutto quello che mia spetta il giorno successivo.

Come ti è nata la passione per la bicicletta?

La passione per la bici mi è nata durante una stagione estiva come barman: la usavo per smaltire l’alcool durante il lavoro e per condurre una vita più sana possibile… e poi avere una zona collinare come la nostra è l’ideale per il ciclismo e ho iniziato subito a praticare mtb. Poi, negli anni, questa passione è andata crescendo sempre più e alla fine si è trasformata in un lavoro che mi ha permesso di aprire un mio negozio di riparazioni e vendita di bici a Teramo.

Qual è la tappa che finora ti è rimasta impressa nel cuore?

È difficile da dire, perché tutte hanno un loro perché; ma se posso privilegiarne una, preferisco l’arrivo a Machu Picchu: è meraviglioso aver visto cosa sono stati capaci di creare gli Inca… Perfezione pura!

Da quanti giorni sei in viaggio?

Sono partito il 13 ottobre 2017 da Rio de Janeiro.

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Parlaci del progetto Go.ditelo…

Go.ditelo è un progetto che racchiude tutto ciò di cui il mondo ha più bisogno in questa epoca: unione tra i popoli in segno di pace, rispetto per la natura, salvaguardia dell’acqua, la sua integrità, il suo consumo coscienzioso, il suo essere indispensabile. Ma anche l’importanza dello sport (e delle Olimpiadi) come strumento per unire popoli, generazioni passate. L’ecosostenibilità del viaggio in bicicletta. Voglio farmi portavoce del mio territorio, nonostante, come si dice, “nessuno è profeta in patria”… ma questa è un’altra storia…

Vuoi lanciare un messaggio a tutti i nostri lettori?

Un messaggio di pace. È importante riprenderci la nostra libertà di espressione nel nostro territorio, far conoscere la nostra terra nel mondo, vivere e condividere… È questo lo scopo del mio viaggio. E desidererei un vostro aiuto (di qualsiasi entità) per poter portare avanti il mio viaggio e perseguire insieme questi obiettivi. Trovate tutte le informazioni per sostenere il progetto Go.ditelo sulla mia pagina Facebook e sul relativo Gruppo Facebook, accessibile dalla Pagina.

Dove possiamo seguire il tuo viaggio?

Potete seguire il mio giro del mondo in bicicletta su Facebook e su Instagram.

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