Sembra inevitabile. La proposta musicale italiana ormai, o almeno quella che ci giunge ai timpani tramite radio e tv, è per la gran parte un esercito di soldatini uguali che spingono un motivetto semplice nel nostro cervello per un periodo ciclico ben stabilito. Una condizione che ci ha resi poveri di ricerca e di criterio e che ci spinge a credere che non ci sia nessun vero artista all’altezza di una taratura internazionale. Mai pensiero potrebbe essere più sbagliato.

Questa rubrica nasce con l’intento di portarvi nel vasto mondo degli artisti abruzzesi, gente che ha preso il proprio cuore e l’ha trasformato in musica prima che soldi, progetti musicali moderni pronti a scavalcare i pre-concetti e gli standard ai quali, per forza di cose, ci hanno abituati.

Grazie a RollUp Mag vi guiderò nella terra dei “forti e gentili” per scoprire che, di menti geniali e musicisti pazzeschi siamo ben forniti.


Los Infartos

In un’epoca musicale come la nostra, ascoltare i Los Infartos è una boccata d’aria fresca per chi ha nostalgia di una vecchia e sana botta di adrenalina melodica.

Spinti dall’amore comune per la cultura underground degli anni ‘60Johnny Psycho (batteria – voce), Giulio Di Furia (organo – voce) e Matteo Cromo (basso – urla) fondano il progetto a fine 2014, per poi dare il benvenuto a Federico Falconi (chitarra – voce) a completare la formazione.

los infartos -logo

Questi scatenati ragazzi, forti di esperienze passate con gruppi navigati come i Los Explosivos, sono in grado di mettere in scena una musica di altri tempi e dannatamente coinvolgente: si spazia tra i rami del garage rock, soul , funk con forti presenze di blues.

La prima cosa che balza all’orecchio è la loro genuinità, si divertono a suonare con grinta e ciò rende il loro sound una vera e propria bomba sonora, con l’alternarsi di momenti spinti e distorti a fasi in cui risalta un ritornello tipico dell’epoca beat, dove più voci si intersecano armonicamente per cantare un motivo molto orecchiabile e leggero.

•• Another Face

Tutto questo lo si può sentire in Another Face, primo singolo della band pubblicato in vinile “7” e su Youtube, contenente anche un b-side con le tracce Cry In The Mornin e Monkey. Un lavoro che racchiude in sé un paio di decadi leggendarie per la musica ma scritte dal totale istinto moderno dei Los Infartos: la batteria di Johnny spinge ritmi incalzanti per tutto il tempo e nonostante la grande frenesia dosa sempre con giustezza nei momenti clou dei brani, ovvero dove Giulio , tra scoppiettanti virtuosismi con l’organo, gestisce una voce urlante e melodica. Il suono del basso di Matteo è in linea con l’ensemble dei pezzi, ma risalta in maniera prepotente in quei pochi momenti dove è isolato o accompagna meno strumenti, mentre Federico alla chitarra si diletta tra ritmiche e riff dal suono “sporco”, avvalendosi della caratteristica distorsione “Fuzz” con assoli in primo piano, scalmanati e potenti.

Dunque abbiamo a che fare con una band che incarna i suoni del passato (andatevi a sentire The Seeds o The Remains), li inserisce in strutture moderne e poi aggiunge l’ingrediente segreto: la semplice e spontanea voglia di suonare.

Quindi non sarà necessario che voi li definiate a seconda di un genere, dimenticherete tutto ed inizierete a dimenarvi sulla pista da ballo appena partirà la prima traccia.

I Los Infartos sono all’opera per la pubblicazione di un nuovo EP di quattro tracce, con conseguente tour che toccherà date anche al di fuori dei nostri confini nazionali ma senza l’apporto stavolta del bassista Matteo Cromo, ormai da un anno fuori dal gruppo, sostituito egregiamente da Andrea Fabrizii il quale prenderà parte alla creazione dell’attessissimo seguito di Another Face.

Non vediamo l’ora di farci strappare il cuore dal petto!